Andrea Nelson Mauro's blog

Tempo fa, gli organizzatori di "Corto di Sera", un film festival e un concorso di cortometraggi di Messina, ci hanno proposto l'idea di lanciare una categoria del premio dedicata ai beni confiscati, chiamandola "Ripresi bene". "Ondata", la nostra associazione con la quale promuoviamo il progetto ConfiscatiBene, ha deciso di dar loro una mano stanziando anche un premio in denaro di € 500.

La legge sulla "trasparenza" (definizione più nota del dlgs 33/2013) prevede la possibilità di richiedere informazioni a una pubblica amministrazione, tenuta a rispondere fornendo i dati richiesti. Non vale per tutti i dati della pubblica aministrazione, ma su un insieme specifico. I beni confiscati rientrano da quelli i cui dati devono essere forniti, in quanto assimilabili ai dati sul patrimonio immobiliare di una PA.

Un anno fa al Raduno di Spaghetti OpenData ConfiscatiBene ha mosso i primi passi. Andrea Borruso ha fatto la prima mappa - scegliendo un bellissimo rosso per colorare le regioni con il numero maggiore di beni confiscati - Massimo Santi ha inventato il nome, e così via un gran bel gruppo di persone ha lavorato, contribuito, imparado condiviso (la prima release è disponibile qui).

Nel 2013 solo Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia sono le regioni rimaste immuni da minacce di tipo mafioso ai danni degli amministratori pubblici; la regione più colpita è la Puglia con 61 eventi di questo tipo; segue a breve distanza la Sicilia con 59. Ai piedi di questo poco invidiabile podio troviamo la Calabria con 53. A seguire Campania, Sardegna e Lazio. La classifica delle province vede in testa Palermo (22 eventi), e a seguire Cosenza (18), Taranto e Reggio Calabria (14) e Foggia (13).

Il 5 settembre 2014 abbiamo pubblicato un'inchiesta in collaborazione con il Gruppo Repubblica-l'Espresso, realizzata da noi Dataninja e andata online su 18 giornali locali più l'Espresso Online. In basso in questa pagina potete trovare i link a tutti singoli articoli realizzati (vai all'elenco degli articoli).