La notizia è di quelle che danno una boccata di ossigeno a chi lavora con i dati e si batte per la trasparenza. E darla il 21 marzo, giorno della memoria per le vittime della mafia, ha un senso ancora più forte: gli studenti del corso di “Comunicazione e Partecipazione Politica” dell’Università di Sassari sono tra i vincitori del contest Open data della Regione Sardegna, con il loro progetto di mappatura dei beni confiscati sull’isola, in cui anche noi di Ondata abbiamo messo lo zampino nell’ambito di Confiscati bene.

Il viaggio alla scoperta dei beni confiscati in Sardegna ha avuto bisogno del carburante dei dati aperti: senza informazioni dettagliate su indirizzi, tipologia di immobili, finalità di riuso, etc., in parte forniti dall’ [<[Agenzia nazionale per i beni confiscati]][] , in parte richiesti ai comuni tramite Foia, non sarebbe stato possibile accendere riflettori su 102 immobili strappati dallo Stato alla criminalità e destinati a buone (o cattive) pratiche di riutilizzo.

Ondata, che con l’associazione antimafia Libera è fautrice di Confiscati Bene 2.0, progetto per la trasparenza finanziato dalla Fondazione Tim e che a breve vedrà la luce con un sito nuovo di zecca, ha offerto supporto agli studenti, portando in aula le proprie esperienze su open data e trasparenza, mettendo a disposizione la piattaforma FoiaPop per le richieste di accesso civico, ascoltando dubbi e interrogativi degli studenti scontratisi con i silenzi della Pubblica Amministrazione e con dati tutt’altro che accessibili.

Il risultato di mesi di lavoro è qui sardegna.confiscatibene.it
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Il giorno della presentazione, collegati in Hangouts, abbiamo visto sfilare davanti alla webcam un gruppo di studenti determinati e consapevoli dell’importanza degli strumenti per la trasparenza. Il premio, per quanto ci riguarda, lo hanno vinto già quel giorno per la loro capacità di comunicare i risultati dell’inchiesta di data journalism, per l’impatto che hanno avuto sugli enti locali, costretti a pubblicare i dati e non più sordi alle richieste di cittadini/attivisti/giornalisti.

In questo video gli studenti spiegano come hanno sviluppato il proprio lavoro di ricerca

La bella notizia ci è giunta in una data simbolica, il 7 marzo, giorno dell’approvazione della legge 109/96 sul riuso sociale dei beni confiscati alle mafie. Proprio in questi giorni stiamo lavorando al lancio della nuova piattaforma di Confiscati Bene, che avverrà a brevissimo e in cui confluiranno le esperienze dai territori, tra cui quella degli studenti di Sassari. Il risultato del loro lavoro incarna proprio la missione di onData e, di conseguenza, di Confiscati bene: raccogliere i dati aperti, chiedere alla Pa di essere trasparente, usare queste informazioni per comunicare, insediare nella cittadinanza quel virus buono della trasparenza.

La giuria ha annunciato i vincitori del primo contest sugli Open Data della Regione Sardegna, concluso a febbraio 2018. Il 23 marzo 2018, 8 partecipanti, scelti fra gli autori delle migliori proposte pervenute sul portale http://contest.formez.it da parte di cittadini, scuole, università e imprese, saranno premiati a Cagliari in occasione dell’evento conclusivo del Progetto OpenRAS.

Nella categoria del giornalismo basato sui dati, il progetto premiato è il Sardinian Socio-Economic Observatory (SSEO) di Francesco Sanna, che racconta gli aspetti della vita sociale ed economica della Sardegna in relazione con il Mediterraneo e il resto del mondo.

Nella categoria della visualizzazione di dati, il vincitore è Mauro Melis con il report “Sardegna in fiamme”, che fa chiarezza su oltre un decennio di incendi avvenuti in Sardegna dando nuovo uso ai dati del Corpo Forestale regionale.

Per quel che riguarda la categoria dedicata alle applicazioni, lo sviluppatore Mattia Setzu ha vinto il premio come miglior proposta di riuso dei dataset della Regione e servizio al cittadino: Orari ARST aiuta i pendolari a pianificare gli spostamenti con gli autobus in Sardegna.

Nella categoria riservata ai dati geografici, l’impresa sarda GeoNue ha presentato “eBiddas” e si è aggiudicata il premio come miglior proposta di riuso. eBiddas è uno strumento per il supporto alle politiche di recupero e valorizzazione dei Centri Storici, pensato per integrarsi con il processo di redazione dei Piani Particolareggiati.

Nella categoria riservata alla partecipazione delle scuole sono due gli istituti vincitori del contest Open Data Sardegna. Il liceo scientifico di Alghero ha vinto grazie al progetto “Janna del Mare”, che ha monitorato i lavori di completamento e razionalizzazione del porto di Alghero, programmati nel 2015 e mai realizzati, in un’ottica di trasparenza e responsabilità civile. Il liceo classico di Cagliari “Dettori” è stato invece premiato per “Culture Academy”, progetto che ha visto gli studenti impegnati nella raccolta dei dati e nella realizzazione di oltre 350 interviste finalizzate alla valorizzazione dell’ex museo Archeologico di Cagliari.

Infine, nella categoria riservata alle Università, vincono due progetti di data journalism presentati dagli studenti dell’Università di Sassari e de “la Sapienza” – Università di Roma. Gli studenti del corso di “Comunicazione e Partecipazione Politica” dell’Università di Sassari hanno vinto grazie all’inchiesta sviluppata in collaborazione con il progetto nazionale ConfiscatiBene sugli immobili della criminalità organizzata confiscati in Sardegna. I giovani universitari de “la Sapienza” – Università di Roma vincono invece con la piattaforma di Data Journalism “Sardegna Incompiuta”, che attraverso una mappa visuale mostra ai cittadini le opere pubbliche che non sono mai state realizzate o non sono ancora fruibili.

A breve saranno resi disponibili ulteriori dettagli sulla sede e le modalità di iscrizione alla giornata di premiazione sul portale https://opendata.regione.sardegna.it