Dai segni del potere al potere dei segni. Ma anche dal degrado alla bellezza, dalla morte alla vita, dall’abbandono alla partecipazione.

In un anno l’esperienza del Fondo Agricolo Nicola Nappo di Scafati, città cuscinetto tra le province di Salerno e Napoli, da sempre crocevia di interessi criminali, è riuscita a costruire un cammino di riscatto che sta dando frutti straordinari di dignità e cambiamento.

120 mila metri quadro di terreno, troppo a lungo identificati come “le terre di Galasso”. Pasquale Galasso, boss della Nuova Famiglia divenuto poi collaboratore di giustizia, era infatti il proprietario di questi terreni, così come della mastodontica villa accanto alle sue terre, oggi sede della Guardia di Finanza.

Oggi quelle terre sono il Fondo Agricolo intitolato a Nicola Nappo, ucciso per un fatale scambio di persona il 9 luglio del 2009 nella vicina Poggiomarino, a soli 23 anni. La stessa vittima innocente cui è intitolato il Presidio di Libera a Scafati, con cui l’ATS Terra Vi.Va., assegnataria del bene, condivide questo straordinario percorso di liberazione.

È stato un anno di grandi sacrifici e di tanta fatica. Ma i risultati raggiunti danno davvero e concretamente il segno di un cambiamento che si vede, si tocca, si assapora. Sì, si assapora. Come si può assaporare la bontà della passata di pomodoro 9 maggio, frutto della prima raccolta di pomodori San Marzano DOP avvenuta sul bene. Un prodotto buono e giusto, che i gestori del bene stanno presentando proprio in queste settimane in giro per il territorio e del quale, nel corso di un’assemblea pubblica convocata per il 24 novembre, ad un anno esatto dall’installazione della targa con la quale quei terreni venivano ribattezzati alla memoria di Nicola Nappo, hanno fatto dono a tutte le donne e gli uomini che in questi dodici mesi hanno messo testa, cuore e braccia per il recupero, la valorizzazione e la restituzione alla collettività del più grande bene confiscato della Provincia di Salerno e dell'Agro nocerino-sarnese.

Ma non c’è solo la passata tra i risultati del bilancio sociale presentato domenica scorsa e che potete consultare qui o scaricare in fondo alla pagina. C’è la riqualificazione dei terreni e dei piccoli fabbricati (alcuni dei quali oggetto, nei primi mesi di attività, di furti e vandalizzazioni), c’è la piantumazione del frutteto, il percorso didattico e turistico, quello per lo sport e il tempo libero, il cipollotto nocerino, i campi di E!State Liberi!, la straordinaria esperienza degli orti urbani assegnati a 70 famiglie del territorio. E ancora, le relazioni costruite con le imprese e le scuole del territorio, gli eventi pubblici, i mercatini.

Certo, la fatica è tanta e, per affrontarla, occorrono forza, coraggio e determinazione. Ma è tanta anche la bellezza. E dunque ne vale davvero la pena.